Questa volta, abbiamo scelto la primavera per riproporre la challenge da Capalbio a Cecina in footbike: abbiamo pensato, T-rafting e noi, che forse l’inizio della bella stagione, l’imminenza del Giro d’Italia, il risveglio della natura, avrebbero stimolato più persone a partecipare.

In effetti, qualcuno in più c’è stato, addirittura abbiamo avuto l’onore di ospitare Guido Pfeiffermann, uno dei più grandi monopattinisti del momento, che è venuto da Vienna per partecipare alla sfida e che ha fatto non solo la Kick the Coast, ma anche la Coast to Kick (cit. di Giuseppe Nasone), ovvero, dopo aver percorso in 14 ore 213km da Capalbio a Cecina, nella giornata di sabato ha rifatto il percorso al contrario, per recuperare la propria auto al punto di partenza.

Ma andiamo per ordine: dicevamo dei partecipanti.

A parte gli “storici” Strato Iliano e Giuseppe Nasone, a parte gli organizzatori Sebastian, Maria e Maria Teresa, il gruppo si è arricchito di un medico, Paolo Morgia da Roma e di un logistico, Alberto Matteoli da Firenze.

L’accoglienza alla polisportiva UISP di Capalbio Scalo, è stata come sempre ottima, il giovedi abbiamo cenato tutti insieme, alcuni hanno potuto dormire nella palestra, messa a nostra disposizione per l’occasione, altri si sono ritrovati all’Albergo La Mimosa, per la notte.

Partenza ore 7:30 di venerdi, foto di rito alla stazione e via!

Quest’anno il percorso sarà più lungo, circa 250km, con un’aggiunta da Grosseto a Castiglione della Pescaia e poi Tirli, che rappresenterà il vero GPM.

I primi chilometri sono serviti a prendere confidenza con la strada che inizia con un lungo rettilineo, parallelo alla ferrovia in direzione sud, e poi torna verso nord, dall’altro lato. Il “gruppo” si sgrana subito, per le diverse andature dei partecipanti: in testa i più forti, che hanno l’ambizione di chiudere il giro in giornata, in coda le schiappe.

Il paesaggio, rispetto alla prima edizione, è del tutto diverso. Il verde fresco e vigoroso della primavera ha preso il posto del giallo arso d’autunno, non ci sono le balle di fieno raccolto, ma la fervida attività della vita di campagna, non la stanchezza di fine estate, ma la voglia di nuovo dell’inizio.

Anche passando per i paesi, si avverte questa frizzante attesa della stagione turistica che sta per iniziare: dopo Ansedonia, verso lOasi di Orbetello, è tutto un susseguirsi di piccoli lavori di manutenzione, apertura case, potatura siepi, insomma i preparativi necessari per accogliere chi verrà in vacanza.

Noi, nelle retrovie, per essendo molto più veloci di ottobre, abbiamo perso di vista i nostri compagni di viaggio da un pezzo, ma veniamo fermate più di una volta da chi li ha avvistati sulla via e non ha ben capito che cosa fossero. Con noi, le persone non si fanno scrupoli di abbassarci la media e ci interrogano incuriosite: incontriamo due “avventurieri” di All’aria aperta, che vogliono provare le footbike, poi veniamo affiancate da un gruppetto di MAMILS, un po’ avanti con gli anni, che ci incitano a non mollare (perché, poi?) e ci avviamo verso Albinia.

Pausa pranzo e poi via, verso il nostro GPM di Montiano, che l’anno scorso avevamo elegantemente evitato.

Si arriva ai piedi della salita, dopo un meraviglioso giro su strada bianca, in mezzo ai campi mossi dal vento (fortunatamente quasi sempre a favore), greggi di pecore ed enormi soffioni.

Sappiamo che la nostra mèta sarà dura da conquistare, ma ce la mettiamo tutta. Fatica, fatica, fatica, ma una grande soddisfazione quando raggiungiamo il cartello (si, la mèta è il cartello, mica il centro città…). E poi giù per una discesa da sogno verso Grosseto.

Un aggiornamento dai nostri compagni di viaggio: chi è già sulla via di Cecina (Guido), chi si è fermato per un bagno in spiaggia (Strato) e si avvia verso san Vincenzo, chi sta pensando alla colonna sonora e si ferma a Follonica (Giuseppe), chi, stremato dopo l’ultima pineta, si ferma a Castiglione della Pescaia (Paolo, Alberto e Sebastian).

Noi, le schiappe, da Grosseto prendiamo il treno, recuperiamo l’auto a Capalbio e torniamo verso Castiglione della Pescaia, per una bella cenetta da Emiliano, perché dopo tanta fatica, un po’ di conforto ci vuole…

Della notte non si sa nulla, probabilmente è stata la notte più corta dell’anno, dopo l’equinozio, sta di fatto che al mattino, alle 7:30 eravamo già pronti a ripartire.

Gli altri avevano Tirli da affrontare, noi no. Abbiamo un appuntamento con Gab e i suoi meravigliosi Husky, che ci hanno accompagnato nella valle dell’Ombrone, in una bellissima passeggiata. Abbiamo scelto di fare questa deviazione per esplorare la variante 2020, ma questa è un’altra storia.

La ciclabile lungo l’Ombrone è un’opera moderna, realizzata sfruttando le alzaie degli argini e completata dal ponte che attraversa il fiume, per connettere la città di Grosseto al mare.

Frequentatissima da ciclisti, podisti e semplici escursionisti, il percorso è del tutto godibile, anche per chi utilizza il dog-scooter, con il proprio cane.

Lasciata la città di Grosseto, riprendiamo il percorso della KTC2019 a Calaviolina, una spiaggia bellissima poco fuori Follonica, raggiungibile attraverso un sentiero sterrato, che può essere percorso anche con il monopattino sportivo, nonostante qualche punto un po’ sconnesso.

Vista mozzafiato, macchia mediterranea e colori di primavera, ma noi dobbiamo andare: decidiamo di portare l’auto fino a Cecina, per poi tornare in treno fino a San Vincenzo e raggiungere i nostri eroici compagni di viaggio a Castagneto Carducci.

Il tempo comincia a peggiorare, ma continuiamo ad avere il vento a favore. Appena fuori da San Vincenzo, imbocchiamo l’Aurelia Vecchia e dopo pochi chilometri, troviamo il nostro amico Giuseppe Nasone che ha già concluso la sua avventura, ha già recuperato l’auto e sta tornando verso Rimini, e subito dopo veniamo raggiunti dai 3 Moschettieri (Seb-Athos, Alb-Porthos e Paol-Aramis), con i quali concludiamo la giornata, giungendo alla Casa Rosa, ai piedi di Castagneto Carducci. Le footbike sono stanche e noi con loro, il cielo è terribilmente minaccioso, con nuvole scure e vento forte. Pensiamo a Guido che sta tornando verso Capalbio, controvento, con pioggia e grandine addosso e siamo molto felici di aver fatto una doccia calda e di aver prenotato la cena da Zi’Martino.

La serata passa allegramente, con i racconti dei nuovi footbikers, stupiti della loro performance e un po’ tristi per l’imminente conclusione.

Sono solo due giorni che stiamo insieme, ma la passione che ci accomuna ha azzerato le differenze di età, le motivazioni personali e la fatica: sappiamo che domenica il percorso sarà breve, ma intenso, con il GPM di Bolgheri e l’arrivo a Cecina per l’ora di pranzo.

E così è: domenica il cielo è pazzesco, nuvole e sole si alternano, sembra che la pioggia faccia di tutto per schivarci, ci lascia salire a Castagneto Carducci, ci anticipa a Bolgheri, ci evita a Bibbona.

L’emozione della salita tra i cipressi alti e schietti, le facce dei ciclisti della domenica, lo stupore di chi ci vede arrivare in cima sono indescrivibili: il manipolo di footbikers scende al mare, passando per Bibbona, dove la stagione dei vacanzieri si è già attivata.

Entriamo nella pineta che ci porterà fino a Cecina, le nostre ruote scorrono sugli aghi di pino, come su un morbido tappeto. L’aria è umida, tersa e frizzante, il mare sulla nostra sinistra è mosso, rumoroso e gonfio di pioggia.

Raggiungiamo il punto d’arrivo, l’Hotel Massimo, dove arriva Nick di Lucca, con il suo piccolo Iaco. Anche loro con il monopattino, ovviamente! Si fanno raccontare, ci accompagnano alla Dispensa, e pranzano con noi, sognando già la KTC2020.

Gli addii e i saluti ve li risparmio, perché sono tristi e non aggiungono nulla a questa storia.

Quel che conta è che abbiamo ottenuto il nostro scopo: ci sono nuovi sognatori in monopattino in giro per l’Italia e siamo certi che parleranno molto bene di questa challenge.

Alla fine della seconda edizione, un paio di riflessioni:

  1. 250km sono forse troppi per iniziare a viaggiare in monopattino: l’anno prossimo proporremo dei percorsi differenziati, per principianti, intermedi e pro.
  2. 3 giorni in monopattino spaventano: l’anno prossimo proporremo un weekend, con eventuale “sforo” sul lunedi.

Che ne pensate? Diteci la vostra idea, ci servirà per migliorare!

Vi aspettiamo il prossimo anno dal 9 al 10 maggio 2020!

PS :Guido ha accorciato il suo percorso, per arrivare a Cecina in tempo utile per la notte. Queste le sue modifiche.

Per un resoconto più completo, aspettiamo i suoi commenti.

 

 

 

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