Ferrara, 27/12/2017, mercoledì.

Un giorno qualunque, in una piazza qualunque, in una città qualunque. Fine anno, giornata uggiosa, poca gente in giro.

La città è Ferrara, il luogo è Piazza Ariostea: un manipolo di persone allestisce un gazebo davanti alla statua dell’Ariosto, il quale, dall’alto del suo piedistallo, si sta chiedendo che cosa sta succedendo.

Lui è lì, da 184 anni e, a maggio, vede girare i cavalli del Palio e i pattinatori del Trofeo del Lavoro, che ogni anno vengono a fargli visita.

A dicembre la piazza è adibita a parcheggio, è silenziosa e poco animata.

Le persone che stanno arrivando, tuttavia vestono in maniera sportiva, colorata, sono allegri, emozionati e stanno esponendo dei mezzi inusuali, anche per l’Ariosto.

Si avvicinano capannelli di curiosi, che chiedono informazioni.

Un simbolo noto in città campeggia sotto il gazebo: quello dell’ Associazione Giulia, che da sempre si affianca ad iniziative sportive, per promuovere il suo operato.

Tante coincidenze, tante facce note a Ferrara, tanto movimento per essere solo un mercoledì qualsiasi di fine anno.

Cosa sta succedendo?

Bruno Romani si sta accingendo a fissare il primo record italiano sulle 24 ore con il monopattino sportivo, in solitaria.

C’è stato un precedente a Cervinia, negli anni ’70 del secolo scorso, dove si correva una staffetta a squadre, della durata di 24 ore, ci sono record fissati all’estero, con le considerevoli distanze fissate da Peter Groeneveld e da Hermien Koers

Ma in Italia nessuno ci aveva ancora provato, prima di Bruno.

Accanto a lui alcuni volontari che lo affiancheranno per frazioni di un’ora e che gli daranno ritmo e carica.

Il percorso è di circa 330 mt, 3 giri per un kilometro, ma tanto il conteggio sarà fatto dal GPS.

Il ritmo è costante, sostenuto senza essere estremo: il mezzo utilizzato da Bruno uno Yedoo Wolfer, con ruote 28″/20″, insieme a lui un Kostka Racer Pro e altri mezzi con ruote di diametro 26″/20″.

Il tempo passa, arrivano altri appassionati a rotelle.

E si continua a girare.

Le ore passano, le persone cambiano e Bruno continua nella sua impresa.

Piove leggermente, ma nulla di drammatico.

Cala la sera, cala anche il ritmo, ma si continua ad andare, un po’ in senso orario, un po’ nel senso opposto, per cambiare leggermente prospettiva.

Si alternano amici e conoscenti, arrivano anche persone del tutto sconosciute, attratte dal mezzo e dall’inusuale movimento in piazza.

Notte, freddo e un po’ di stanchezza che si fa avanti, il ritmo cala ancora, due giri, un giro di pausa. Qualcosa da mangiare, qualcosa di caldo da bere. Sonno.

Alle cinque arrivano i ragazzi della Rapha Festive 500, pronti per partire alla volta della Croazia, che ravvivano la piazza e ridanno slancio a Bruno. Poi loro partono e noi restiamo, continuando a girare nella piazza di cui, a questo punto, conosciamo ogni sassolino, ogni avvallamento, ogni centimetro.

L’alba, la città che si risveglia, il passaggio dei camion delle consegne, l’apertura del bar Ariosto.

Ormai mancano poche ore alla fine, arrivano gli amici che ci avevano lasciato in piazza la sera prima, arriva anche Zeno dell’Hotel Annunziata, che le footbike le conosce da tempo, porta una bottiglia per festeggiare l’impresa.

E’ stata dura, durissima, ma alla fine ce l’ha fatta.

Bruno ha tagliato il traguardo, felice e soddisfatto, con la gioia di aver fatto qualcosa di unico e di averlo fatto a fin di bene.

La giornata più lunga del mondo è finita e un po’ ci dispiace: grazie al supporto di UISP Ferrara, nella persona di Enrico Balestra, grazie al supporto di Andrea De Vivo, al sostegno di Alfonso Mazzola, alla tenacia di Paolo Bassetti, alle coperte di Monica Mistroni ce l’abbiamo fatta.

258km in 24 ore, record Italiano 2017.

L’anno prossimo si vedrà.

 

 

 

 

 

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