Abbiamo un territorio magnifico, borghi che hanno secoli di storia, strade nascoste che aspettano solo di essere scoperte: siamo in Lombardia.

Un progetto ambizioso, inBici In Lombardia, che vuole mettere in evidenza le direttrici lungo le quali si snodano percorsi ciclabili, facilmente ricollegabili tra loro, anche se ancora non del tutto in rete.

E allora per far vedere a chi non conosce il territorio cosa si può scoprire in bici, parte il progetto 7×10 inBici inTour, si creano 7 equipaggi eterogenei e si organizza una specie di “sfida” tra i membri delle squadre, a chi trova gli angoli più reconditi o i tesori più nascosti della Lombardia.

Ovviamente, come mezzo di trasporto viene usata la bici, oppure la e-bike o, nel nostro caso, il monopattino sportivo.

La sfida tra e-bike e footbike parte  dall’Azienda RicciCurbastro di Capriolo, dove veniamo accolti da Gualberto, figlio del proprietario, nipote del fondatore. Questo giovane orgoglioso dell’azienda di famiglia ci mostra le meraviglie del Museo del Vino, dove gli oggetti del quotidiano passato, testimoniano  le attività tipiche dell’ambiente rurale.

Dopo la visita alla cantina, dove riposano i vini delle passate vendemmie, e la degustazione, montiamo a bordo delle nostre spider e ci portiamo verso il Castello di e successivamente all’Agriturismo Clarabellala cooperativa sociale di inserimento lavorativo, solidale ed inclusiva che crea occasioni di lavoro per persone con disabilità psichica e fisica.

All’interno della cascina trova posto anche il ristorante CENTOTTANTAche ci sorprende per la ricercatezza del menù.

Questo strano nome deriva dalla Legge Basaglia, che viene promulgata dal Parlamento italiano  Il 13 maggio del 1978 e che porta proprio il numero CENTOTTANTA.

Con la legge CENTOTTANTA i malati di mente hanno smesso di essere cose per tornare ad essere persone.
Hanno smesso di essere segregati per tornare a lavorare e a intessere rapporti con il mondo.

CENTOTTANTA Cantina & Cucina è una porta aperta sul mondo.
È un modo di abbattere i muri e i pregiudizi.
“Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, sono quelle che lo fanno davvero”.

Questo motto ci rappresenta in pieno e ce ne appropriamo spudoratamente.

Con la pancia piena e la testa leggera per il vino, ci avviamo verso un’altra cantina, la Barone Pizzini di Erbusco, la prima cantina biologica della Franciacorta, dove la tecnologia e la sostenibilità si sposano perfettamente, nella struttura di legno chiaro, vetro e cemento che la rendono modernissima. Anche qui sorprende l’ordine, il silenzio e la pulizia dell’azienda. Sembra quasi di entrare in una chiesa, per il rispetto e la devozione che trasuda dai muri.

Noi, scellerati ciclisti, ci adeguiamo alla sacralità del luogo e parliamo sottovoce per non disturbare il vino che “riposa sui lieviti”.

Riprendiamo la nostra strada, questa volta in direzione di una vera chiesa, anzi un monastero, il Monastero di San Pietro in Lamosa, a Provaglio, dove la nostra guida Mariaclaudia di Arteconnoici racconta del Medioevo e delle Discipline come se fosse la storia della sua famiglia, in modo appassionato e moderno, per nulla didascalico e noioso.

Foto di rito sul panorama delle torbiere del Sebino e veloce spostamento verso le dimore storiche: villa Fassati Barba e il Castello di Bornato.

Senza nulla togliere all’eleganza della prima, è la seconda che colpisce, per la posizione, la maestosa antichità e soprattutto per la castellana, Donna Luisa Orlando, che, con il suo bassotto color caramello, ci porta in giro per le stanze di casa sua, come se fosse normale abitare in un castello. Adorabile.

La giornata è volata, sono ormai le sette di sera, abbiamo fatto solo 32km, ma abbiamo scoperto un territorio e la sua gente, come mai avremmo potuto fare se ci fossimo mossi in auto.

Viva la Bici (e il monopattino) e viva la Lombardia.

Un grande ringraziamento a Mariaclaudia, guida preziosa e simpatica, ad Antonio Cadei di LO studio, per le sue bellissime foto, a Leonardo di LifeinTravela Camilla di Castelveder, a Paolo di Emotion Bike con le sue e-bike, ma soprattutto un grazie a Paola Brazioli, di Bike Habits, che sportivamente ha accettato di partecipare a quest’uscita, senza aver mai provato una footbike.

La sua faccia felice alla fine della giornata è stata la soddisfazione più grande.

 

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